Alex Gallo

2014 © Alex Gallo photography by revoltmasked.com


Lezioni di gioia
Lezioni di gioia
  • Descrizione[+]
    Lezioni di gioia

    di Vladan Matijević


    Mona Aksentijević non è una prostituta come le altre. Certo, è giovane, bella e spregiudicata ma per lei il sesso è una religione profonda, un credo professato anima e corpo. L’unica fede che nutre è quella nei propri ormoni, sempre in allerta, e in una libido smisurata. La sua missione è ricevere e dare piacere. La ragazza ci sa fare: crea dipendenza nei suoi clienti. Gioca a fare la bambina capricciosa, la donna vissuta, provoca con sarcasmo e sensualità. È orgogliosa della sua pessima reputazione. Non conosce pudori, né vincoli, può sembrare cinica ma è solo appassionata del proprio lavoro, sempre che di lavoro si tratti. Le avventure di Mona, per niente ancorate a un immaginario erotico trito e scontato, sono talmente fantasiose ed esilaranti da sforare nel surreale. La “puttanella” impartisce, quotidianamente, vere e proprie lezioni di gioia, perché godere è innanzitutto gioire. L’orgasmo è vita, e Mona vuole scoppiare di vita! Nel sesso vissuto con devozione non c’è posto per la volgarità. I coiti avvengono a tempo di musica classica, al ritmo della poesia. Ma anche dove la natura chiama e i sensi rispondono. E l’amore in tutto questo? Una devota dell’amore a pagamento potrà mai inciampare nel sentimento? Dalla penna lirica e ironica di Vladan Matijević fuoriesce una signora Femmina, un personaggio ricco di sfaccettature per il quale non si può che tifare. E si spalancano porte di riflessione sulla vita, l’arte, il sesso, l’orgasmo.
  • Dettagli[+]
    Collana:

    Titolo:
    Autore:
    The Blackbird
    (romanzi, racconti brevi e lunghi)
    Lezioni di gioia
    Vladan Matijević
    Traduttori:
    Revisione:
    Milica Marinković
    Gabriella Montanari
    Formato:
    Contenuto:
    Genere:
    Note di rilievo:






    Pagine:
    Data di pubblicazione:
    ISBN:
    Prezzo:
    15 x 21 cm
    testo e immagini (bianco e nero)
    romanzo
    - il libro contiene fotografie
    di Alex Gallo photography
    by revoltmasked.com
    - libro è stato pubblicato
    con il contributo del Ministero
    della Cultura e Informazione
    della Repubblica serba
    160
    novembre 2014
    978-88-98487-05-9
    15,00 €
    Cover&Book design:
    Prima edizione italiana
    Gionata Chierici
    Titolo dell’edizione originale:
    «Časovi radosti» 2011, Agora,
    23000 Koče Kolarova 12 A, SERBIA
    Copyright © 2006 Vladan Matijević
  • Zoom copertina[+]
    Lezioni di gioia
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    Estratto comprensivo dei primi quattro capitoli


Per saperne di più:
  • Pensieri e parole di... Dante Maffìa[+]
    "Ho letto senza interruzione Lezioni di gioia, incuriosito, divertito, preso al laccio da questa conturbante ragazza che vive il sesso come una religione profonda.
    A tratti però, mentre leggevo, la ragazza si vanificava in riferimenti letterari, a tratti mi eccitava, mi faceva sentire la leggerezza focosa del suo sesso e pretendeva ascolto al di là delle scopate, al di là del suo corpo descritto in maniera impeccabile e con mano lieve e sensuale da Vladan Matijević.

    Come collocare un libro così leggero e irruento insieme?
    Dove collocarlo?

    Non avevo notato che fin dall’inizio è lo scrittore stesso a suggerirlo: nei testi di poesia, in quella temperie che ruppe gli argini negli anni Sessanta, Settanta e che adesso però si è fatta misura di una situazione umana e sociale.

    Ma queste, comunque, sono considerazioni dello storico letterario che sonnecchia in me e che vuole a tutti i costi cercare una identità che abbia scaturigini lontane. In realtà Matijević ha una voce tutta sua, che non ha nulla a che vedere con Lawrence, Grace Matalious, Erika Jong, Henry Miller, Nabokov (nonostante sia esplicitamente citato), Philip Roth, Dino Buzzati o Salwa Al-Neimi. E non ha nemmeno riferimenti riscontrabili con la beat generation. Semmai ha legami ideali con i maledetti francesi, con Baudelaire, con Verlaine, con Lautréamont.
    Ecco, inavvertitamente ho citato i poeti, perché questo romanzo è un romanzo per modo di dire, cioè è un poema vestito da romanzo, e infatti vola dentro ritmi sincopati, dentro note che fibrillano e danno immediata l’idea di una condizione umana e ideale che ha a che fare con il lievito del nostro presente.

    Se fosse un romanzo ci sarebbe dovuto essere uno sviluppo, uno schema in cui i protagonisti si muovono, dialogano, si incontrano e si scontrano dentro una trama, un intreccio. Niente di tutto ciò, vengono offerte sensazioni, meditazioni, scorci di vita, immersioni nei lampi di momenti eccezionali visti quasi sempre attraverso gli orgasmi. Da qui la tensione sublime delle emozioni, lo svelamento dei misteriosi “viaggi” che il piacere fa vedere, che mostra come l’apoteosi dello spleen, come l’apertura dentro il tragitto della meraviglia e dell’imponderabile." [...]
  • Estratti da Lezioni di gioia[+]
    • Diario di Mona Aksentijević [+]
      Lunedì 4 aprile 2005. Oggi ho preso la decisione di tenere un diario. Per poter rispondere alla vecchiaia quando questa m’interrogherà sulla mia giovinezza. Hanno chiamato dal servizio dell’acquedotto per sapere perché non sono andata al lavoro. Ho detto loro che ero malata. Ancora? mi hanno chiesto. Ancora, ho risposto, con una voce da spezzare il cuore anche a una pietra. Poi sono rimasta a cazzeggiare nel letto, per molto tempo. Ho aspettato che facesse notte. Per non morire di noia, ho chiamato Stojko il cacasotto. Abbiamo scopato. Due volte.

      Martedì 5 aprile 2005. Mi sono sbattuta tutto il giorno da un bar all’altro. Fatto conoscenza con Labud. Mi dovevo vedere con Mirko, ma ho incontrato Stojko. Abbiamo scopato. Una volta. Che pazzo. Aveva una paura fottuta che l’ascensore si bloccasse. Dopo sono rimasta tranquilla.

      Mercoledì 6 aprile 2005. Scopato con Labud. Una volta. Male. Mai più con lui. Un po’ più tardi ho scopato con Stojko. Due volte. Uau! Ho goduto più forte delle casalinghe delle pubblicità in TV quando provano un nuovo detersivo per i piatti. Dopo mi ha chiamata Mirko, gli ho detto che lavoravo molto e uscivo poco. Aspetterò che la mela sia matura prima di coglierla, ha detto, e gli ho risposto, uhm uhm.

      Giovedì 7 aprile 2005. Ho poltrito. Non ho neanche mangiato, sono rimasta a letto a fumare. Tutto il giorno. Ogni tanto ripensavo alla faccia di Labud mentre godeva e mi venivano le lacrime agli occhi dal ridere. Ho ascoltato i rumori della strada. Un po’ di chiacchiere al telefono. Tante bugie. Non ho scopato con nessuno. Se continuo così finisce che mi si salda la passera.

      Venerdì 8 aprile 2005. Scopato con Mirko. Una volta. Niente male. Meglio un uccellino piccolo che una passerella arrugginita. Poi ho scopato con Vesko. Tre volte. Lo avrei fatto volentieri una quarta se non fosse dovuto andare con la fidanzata a un compleanno. Caspita, come è stato bello con lui! Mi sono scorticata la schiena mentre mi limava sul tappeto. Dopo sono stata costretta a far visita al Dott. Kostić perché mi spalmasse il balsamo sulla schiena e vi soffiasse sopra fino ad alleviare il dolore.

      Sabato 9 aprile 2005. Mi ha svegliata il Dott. Kostić che voleva sapere se la schiena mi faceva ancora male. Gli ho detto che non avevo chiuso occhio tutta la notte per il dolore, ma che stamattina andava molto meglio. Abbiamo convenuto che passerà a prendermi stasera. Mi ha chiamata Mirko, abbiamo convenuto che anche lui passerà a prendermi stasera. Sono davvero curiosa di vedere come andrà a finire tutta questa storia.

      Domenica 10 aprile 2005. Non ho ancora scopato, ma succederà a breve. È solo mattina, dopo tutto. Stojko mi aspetta davanti a casa. È seduto in macchina e osserva, con terrore, il mio vicino intento a installare l’antenna della TV sul tetto. Ho male dappertutto per via della notte scorsa. Non ho più voglia di tenere questo diario. Troppa fatica, e poi non ho proprio tempo.
    • Mona Aksentijević dispensa consigli alle amiche più giovani[+]
      Se scopi, allora scopa! Non è mica più complicato di così. Gli uomini, li devi affascinare, e non ci vuole molto. Hanno il cervello nelle palle. Se non ci riesci è perchè sei una schiappa. La laurea non ti servirà a niente se non sei brava a letto. Nemmeno la bellezza. E neanche le doti culinarie. Lascia perdere la cucina, non è il mestolo che devi rigirare, ma il culo! Tutto sta nel saperlo rigirare. Nel sesso, quello che conta di più è il culo. Una donna è brava a letto se sa fare buon uso del suo fondoschiena. Non otterrai dei buoni risultati finché non riesci a far sudare il tuo culo come si deve. Ogni volta che scopa, la donna deve dare tutta se stessa, come il celeberrimo cavaliere senza macchia e senza paura a difesa del famoso ponte. E niente di meno.

      Per quanto possa essere difficile da mandare giù, quando trovi, nell’agenda telefonica del tizio con cui esci, il tuo nome alla lettera P, e né il tuo nome né il tuo cognome iniziano con questa lettera, sappi che sei sulla buona strada. Non storcere il naso e non pulirti la faccia. Gli uomini adorano venire sul viso di una ragazza classificata sotto la lettera P.
      È vero che in quel momento hai l’aria di una cretina, miserabile e umiliata, ma non ha nessuna importanza; così facendo, non ti stai affatto sottomettendo all’uomo, anzi, lo rendi dipendente e in breve tempo è in tuo potere. Del resto, per la pelle, non c’è niente di meglio che lo sperma.

      Dimostra una certa considerazione nei confronti di ogni uomo. Non si sa mai chi di loro tirerà fuori dai pantaloni un pitone lungo mezzo metro, né chi si rivelerà così fuori di testa da dilapidare l’intero patrimonio familiare per omaggiare le tue chiappe. Con ogni uomo, a letto, comportati come se fosse il primo e l’ultimo della tua vita. Prima e dopo la scopata, trattalo come un lacché, ma durante, come un re. Ovviamente, dopo aver scopato, non serve a niente pentirsene, questo lo sanno tutti.
    • Mona Aksentijević si gode la poesia ovvero la proposta di matrimonio[+]
      La poesia è un miracolo, si è detta Mona Aksentijević e, commossa da tanta bellezza, si è messa a piangere. Le sono piaciute molto le poesie di Rade Proust e si è rallegrata di aver avuto l’accortezza di lasciar scorrere qualche lacrima in loro onore. In momenti come questo è fiera di manifestare la propria emotività e si rifiuta di ascoltare la sua natura che le dice: non strafare! Le è sembrato che quelle lacrime fornissero la prova che possiede un’anima.

      Devo esercitarmi più spesso a piangere, c’è qualcosa di bello in questo, è stata la conclusione di Mona Aksentijević. Quanto a Rade Proust, recitava a catena una poesia dopo l’altra. Senza tirare il fiato. Sentiva che lo ascoltava con passione, per questo era molto ispirato. E in effetti – con la schiena appoggiata sul ventre di Rade, una mano negli slip del ragazzo e un gomito conficcato nelle sue costole – godeva realmente di quelle belle parole.

      Quando Rade Proust, terminata la lettura, si è trovato davanti il viso di Mona in lacrime, gli è apparsa d’improvviso come una persona che non ha ancora distrutto l’animo, né rovinato la vita di nessuno e, ingannato da quella sua aria innocente e dolce, le ha accarezzato i capelli, le ha baciato l’occhio e le ha sussurrato teneramente: sposami, Mona. Ma vai a cagare! ha risposto Mona Aksentijević, avvicinando la faccia al basso ventre di Rade. E la sua testa ha iniziato a muoversi ritmicamente su e giù, giù e su.
  • Ascolta un estratto dalla voce di Vladan Matijević[+]
    Rade Proust non crede né a Schopenhauer né a Nietzsche, considera che sia Jung che Freud abbiano delirato, non rispetta nemmeno il vecchio Platone, solo davanti a Diogene si toglie il cappello, ma non crede neanche a lui, come del resto non crede a Galileo, né a Keplero, né a Sartre, né a Cioran, anche se quest’ultimo gli sta a cuore; non si fida né di Hegel, né di Heidegger, né di Kierkegaard, né di Ortega y Gasset, ritiene che Čaadaev abbia mentito, anche se non ha letto le sue lettere filosofiche, non fa affidamento su Cartesio, né su Darwin e neanche sull’Immacolata Concezione, è fatto così Rade Proust, non crede neanche a suo padre e a sua madre, per questo gliene capitano di tutti i colori. È davvero molto difficile convincerlo di qualcosa, però, cavolo! quando Mona Aksentijević gli ha detto – facendo persino sfoggio di un sorrisetto da sgualdrina - che è stato la sua migliore scopata, le ha creduto senza battere ciglio.



    In versione originale dalla voce di Vladan Matijević
  • Vladan Matijević[+]
    Vladan Matijević
    Vladan Matijević è nato nel 1962 a Čačak (Serbia), dove risiede tuttora.
    Ingegnere in tecnologia, ha lavorato per diciott’anni in una fabbrica di chimica di base, costruita in Serbia su licenza della Montedison. Dal 2005 è impiegato presso una galleria d’arte in qualità di direttore del settore editoriale.
    Autore di poesie, racconti, romanzi, testi teatrali e saggi, ha pubblicato undici opere, la maggior parte delle quali ha visto varie riedizioni. Tradotto in molte lingue, è vincitore dei più prestigiosi premi letterari serbi, tra i quali NIN Premio della critica per il miglior romanzo dell’anno e Premio Andrć per il miglior libro di narrativa dell’anno.
    Ha pubblicato due raccolte di poesie: Ne remeteći rasulo (Senza disturbare il caos), 1991 e Samosvođenje (Autoriduzione), 1999; cinque romanzi: Van kontrole (Fuori controllo), 1995; R.C. Neminovno (R.C. Inevitabilmente), 1997; Pisac izdaleka (Scrittore, da lontano), 2003; Časovi radosti (Lezioni di gioia), 2006; Vrlo malo svetlosti (Un barlume di luce), 2010; due raccolte di racconti: Prilično mrtvi (Abbastanza morti), 2000 e Pristaništa (Porti), 2014; una raccolta di drammi: Žilavi komadi (Pezzi duri), 2009; e una raccolta di saggi: Memoari, amnezije (Memorie, amnesie), 2012.
    Lezioni di gioia (Časovi radosti, 2006) è tradotto in francese, tedesco e spagnolo e, quasi per intero, in lingua russa e pubblicato nella rivista letteraria Likbez (Siberia, Russia). Il “breve romanzo di cavalleria” ­Lezioni di gioia è la prima opera di Matijević tradotta in italiano.
    “Non sono socievole, ma taciturno, timido. Conduco una vita da scrittore medievale, nella periferia di una cittadina di provincia. Scrivo a mano e solo quando il testo è finito lo batto al computer. Non sono connesso a Internet, non ho un televisore, leggo raramente i quotidiani, qualche volta ascolto la radio... Però, mi piace frequentare i caffè, leggo molto. Ascolto il jazz e il buon vecchio rock. Lavoro in una galleria della mia città, dove dirigo il settore editoriale. Tra l’altro, qui ho ideato e creato una collana di saggi sulla pittura nella quale pubblico al massimo un libro all’anno. A vent’anni ho cominciato a scrivere e a pubblicare poesie su riviste letterarie. Non desideravo diventare scrittore e ho fatto di tutto per non diventarlo: ho portato a termine i miei studi d’ingegneria e ho trovato un impiego in una fabbrica. Però tutto mi spingeva a diventare artista. A ventinove anni mi sono abbandonato al vizio di scrivere. Scrivevo sempre più in prosa e ho iniziato a pubblicare. La letteratura è diventata la mia vita. Comunque, cerco ancora di scrivere il meno possibile, e di leggere il più possibile.” (Vladan Matijević)
  • Alex Gallo[+]
    Alex Gallo photography by revoltmasked.com
    Nasce a Milano nel 1982. Nel 2005 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 2006 riceve il diploma di riconoscimento dell’Accademia degli Etruschi, nonché quello, onorifico, dell’Accademia Internazionale “Greci - Marino” del Verbano (lettere, arti e scienze).
    La sua carriera artistica ed espositiva, inizialmente vicina alle linee del post-surrealismo e del simbolismo figurativo, ha inizio già durante gli anni accademici. Contemporaneamente alle indagini in campo pittorico e scultoreo, le sue visioni si ampliano in direzione della fotografia e sviluppa una personale percezione dell’erotismo e della psico-sessualità spirituale e alchemica.

    Tra le numerose pubblicazioni e collaborazioni, ricordiamo quelle con: Accademia degli Etruschi - Associazione culturale ART-REBELS (Prof. Carla Marino docente e fondatrice del movimento “Animismo”) - Playboy Italia - GQ Italia - Dizionario Enciclopedico Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea / Casa Editrice Alba 2005/2006 - Volume editoriale Mysterium Dolorosum di Alex Gallo con didascalie di ­ Claudio Marucchi, Luca Atzori fondatore del MAD PRIDE di ­Torino e Luca Piccolo giornalista del WSF magazine - Enquire Magazine - TASTE OF LIFE Magazine Republic of Moldova - BACANAL BARRAQUILLA Revista Magazine Republic of Cuba - FONDAZIONE PASSARE’ per la promozione e lo sviluppo delle Arti Primarie - Erotic Notes...

    Noto per la sua arte sacra, introspettiva, sovversiva, sincretista e profondamente intrauterina, l’artista si dirige attualmente verso proiezioni fotografiche e filosofiche improntate alla simbologia e all’esoterismo più arcano: Odianesimo, runologia, runosofia e filosofia psicocentrista (“Left Hand Path”).

    «Assecondo il mio piacere a svelare e illuminare i lati complessi e spesso oscuri della natura umana; per questo vedo necessario, quanto inevitabile, un’arte violenta che destrutturi la massificazione, attraverso una fotografia diabolica, cruda, molesta e urtante. Le mie visioni fondono la perversione con la purezza e l’innocenza con l’inquietudine; visioni cangianti a volte confusionali e assolutamente impopolari, che sottolineano l’assurdità della realtà e l’oggettività nella fotografia. Per me non esiste un unico canone di bellezza, il mio occhio rileva la bellezza erotica in persone, contesti e situazioni non accessibili a tutti. “Sacro è il bambino che risiede all’interno delle cose, il proprio Genio è sacro.”
    Quando un soggetto decide di lavorare con me, proviamo a creare un’esperienza unica che ci metta completamente a nudo; il mio obiettivo è quello di arrivare a carpire e mostrare in foto la bellezza dell’anima e dell’animale.»

    Alex Gallo REVOLTMASKED

    «La suggestione che si ha d’impatto, nel porsi innanzi a un’opera dell’artista Alessandro Gallo, è quella di un forte e nel contempo drammatico senso psico-sessuale, diabolico, che si mette a confronto, quasi per sfida, con l’infinito bisogno umano di tatto, calore e amore. Indubbiamente sapere esternare quanto detto non è abilità di tutti e, soprattutto saperlo fare, comporta un coinvolgimento emozionale profondo. Alessandro Gallo ha uno stile che ci repelle e ci attrae, è un artista completo, eterogeneo, capace in arte di molteplici cose come dipingere, creare, scolpire, disegnare nella propria mente visioni che nessuno osa pensare. Le sue fotografie entrano nella mente e nel corpo. Alex Gallo è un provocatore, un ideatore d’immagini, in una parola, un “coup de théâtre!”.»

    Prof.ssa Carla Marino
    Accademia Belle Arti di Torino - Membro Onorifico dell’Accademia dei Dioscuri e Professoressa d’arte presso l’Accademia di Lettere-Scienze-Arte “Greci-Marino” del Verbano. Fondatrice del movimento “Animismo”.


    www.revoltmasked.com
  • Melì Lippolis[+]
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    Si ringrazia la modella, nonché splendida creatura, Melì Lippolis, per aver generosamente donato anima e corpo al personaggio di Mona Aksentijević.
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... Mona è la poesia in pienezza di vita, la poesia che non ama i benpensanti e le reiterazioni di un passato che non sa scrollarsi di dosso la polvere ...
Dante Maffìa

Recensione di David Frati (mangialibri.com)
A diciotto anni Mona Aksentijević si è già guadagnata la fama di ragazza più disinibita della città. Eppure, nessuna diceria sul suo conto riesce a “rendere la giusta immagine della sua spudoratezza”. Ha un corpo snello e slanciato, un bel paio di tette sode (“potrebbero essere più grosse, ma va bene lo stesso”), gambe lunghe e sottili, ma soprattutto ha una bella testa. Piena di ormoni. Mona Aksentijević considera gli ormoni “responsabili di tutte le sue leggerezze, scappatelle e avventure. Perché non accusi mai il tuo cervello ma solo noi? Obiettano spesso gli ormoni, e lei risponde loro con questa domanda: quale cervello?”. In realtà quegli idioti degli ormoni si preoccupano senza averne motivo, perché Mona non ha nessuna voglia di accusarli di niente, anzi. Mona attribuisce a loro e solo a loro ogni suo singolo momento di felicità…
Lezioni di gioia è la prima opera tradotta in italiano del serbo Vladan Matijević, impiegato in una galleria d’arte e scrittore a tempo perso (“Non sono socievole, ma taciturno, timido. Conduco una vita da scrittore medievale, nella periferia di una cittadina di provincia”). Opera insolita a partire dalla sua natura letteraria - “un poema vestito da romanzo”, la definisce non a torto Dante Maffìa nella sua prefazione al volume - Lezioni di gioia è, come il titolo paradigmaticamente suggerisce, prima di tutto pedagogia. Una serie di frammenti di vita che hanno il sapore di parabole pagane. A vederli da fuori sembrano semplici aneddoti boccacceschi in salsa balcanica, ma nascosto tra le cosce di Mona Aksentijević c’è il bandolo della matassa dell’esistenza. Nella sua spiccia saggezza (“Se scopi, allora scopa! Non è mica più complicato di così”), nelle sue risate roche di mille sigarette e nei suoi gemiti da amplesso riecheggia il canto delle baccanti, una fresca sensualità antidoto alle depressioni della società capitalistica marcescente. Complici perfette del raccontare di Matijević sono le numerose e belle fotografie in bianco e nero di Alex Gallo: peccato solo che per la copertina sia stata scelto uno dei ritratti meno felici e riusciti della modella Melì Lippolis.

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di Valeria Merlini
Panorama.it, 14 febbraio 2015
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